Anno XL n. 11 Dic. 2019 SEGRETERIA PROV.le SNALS CONF.sal MACERATA

SNALS CONF.Sal

 

COMUNICA

 

Macerata  

 

Con preghiera di diffonderlo tra i colleghi

 

Mensile di informazione culturale, professionale e sindacale. Fuori commercio.

 

Anno XL n. 11 Dic. 2019 SEGRETERIA PROV.le SNALS CONF.sal MACERATA Via V.C.Guerra n.12 t. 0733/260274

 

ABBIAMO… UNA NUOVA MINISTRA

Abbiamo appreso delle dimissioni del Ministro Fioramonti con relativa sorpresa.

Ci sembrano la naturale conseguenza delle scelte politiche del governo che non ha mantenuto gli impegni assunti con i sindacati per il rilancio degli investimenti nel settore della scuola e più in generale del Comparto Istruzione e Ricerca. Nel decreto scuola infatti non si trova alcuna previsione sui percorsi abilitanti riservati a chi lavora da anni nelle scuole e che noi consideriamo un fattore fondamentale per assicurare continuità didattica ed efficacia formativa.

Le risorse stanziate con la legge di stabilità sono infatti insufficienti per avviare il rinnovo del CCNL e risultano del tutto inadeguate per lo sviluppo dei settori dell’università e della ricerca.

Diamo atto al prof. Lorenzo FIORAMONTI, che ciò che aveva dichiarato mesi orsono lo ha rispettato: se non ci sono tre miliardi per il mio dicastero nella legge di bilancio io mi dimetto (settembre 2019). E lo ha fatto per davvero! E questo per un politico non è una cosa da poco: una persona di parola da rispettare anche se discutibile per tante altre sue dichiarazioni.

Oggi abbiamo il MIUR dopo 20 anni di nuovo spezzato in due! Una ministra prof.ssa LUCIA AZZOLINA che proviene dalla scuola, con due lauree: filosofia e giurisprudenza e dirigente scolastica che ha appena vinto il concorso con prova orale da sottosegretario (ciò ha dato adito a varie critiche) in graduatoria 2542 con 158,50 punti: 75/100 orale e 80,50/100 scritto. Ha fatto scalpore lo “0” in informatica e il “5” in inglese. Era sottosegretario al Miur con il ministro Fioramonti. Ciò non può che farci piacere in quanto è un politico che proviene dalla scuola: ha infatti a suo favore il fatto di conoscere bene i dossier aperti al MIUR. Ministri dell’istruzione che provengono dalla scuola si contano sulla dita di una mano nella storia della nostra Repubblica. Diciamo però di essere critici con il nuovo Ministro per aver difeso come sottosegretario, nel decreto scuola salva-precari (DL 126), la via del reclutamento attraverso concorsi ordinari e straordinari, anziché l’immissione diretta in ruolo, come nel passato, dei precari storici carichi di anni di insegnamento e, inoltre, per la discriminazione effettuata nei confronti  degli insegnanti dell’Irc: per loro non c’è il concorso straordinario ma dovranno partecipare al concorso ordinario, che verrà bandito nel 2020. Infatti i precari del settore non avranno un concorso riservato, come richiesto dal sindacato, come gli altri insegnanti, ma avranno a disposizione il 50% dei posti, partecipando al concorso ordinario.

 

DUE MINISTERI

Che stranezze della politica! Quando nel 1999, sono passati 20 anni, si decise di unificare i ministeri con la legge di riforma Bassanini ci fu una ragione chiara: snellire e risparmiare nella pubblica amministrazione. Ora ciò non ha più valore anche se siamo con il PD al Governo come allora!? Per rendere effettivamente operativo il nuovo Ministero serve una legge, si devono fare trasferimenti di sede e di personale, occorrono decreti e regolamenti: insomma un lavoro che può durare anche un anno. Speriamo che nel tempo i due ministeri abbiano la loro stabile impostazione con risposte ben precise per Scuola e per l’ Università.

 

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Ancora buon 2020 a tutta la comunità scolastica

 

PREMIALITA’ DOCENTE e ATA

Grande soddisfazione del sindacato che ha sempre avversato il “bonus” docenti erogato con molta discrezionalità dai dirigenti: ora viene esteso anche ai docenti non di ruolo e al personale Ata. La legge di bilancio 2020 all’art. 1, comma 249, prevede che Le risorse iscritte nel fondo di cui all’articolo 1, comma 126, della legge 13 luglio 2015, n. 107, già confluite nel fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, sono utilizzate dalla contrattazione integrativa in favore del personale scolastico, senza ulteriore vincolo di destinazione. Le risorse potranno essere utilizzate sulla base dei criteri definiti nella contrattazione integrativa di scuola a beneficio del personale scolastico: di conseguenza verrà meno il ruolo che il Comitato di valutazione di scuola era chiamato a svolgere nel definire i criteri per la valorizzazione Cade definitivamente un altro pezzo della Buona Scuola…dei docenti.

 

PENSIONATI CON QUOTA 100 – Liquidazione TFS/TFR

L’incertezza dei pensionati che sono andati in pensione con quota 100 dal 1.09.2019 e di coloro che vogliono andarci dal prossimo 1 settembre è sulla data del pagamento della buonuscita o del TFR.

Purtroppo le pagine dei vari siti e dei media, causa personali o errate interpretazioni del 1 comma dell’art. 23 del decreto n. 4 del 28.01.2019, hanno creato confusione e disinformazione. Anche nel nostro notiziario, il referente pensioni, aveva palesato che il pensionamento, interrompendo il servizio, non avrebbe permesso la maturazione dei requisiti di anzianità contributiva richiesta per la pensione anticipata (41a 10 m donne/42a 10 m uomini).

Il requisito raggiungibile rimaneva solo quello del compimento dei 67 anni età, richiesto per la pensione di vecchiaia.

Questa incertezza ora sembra sparire a seguito del messaggio INPS n.4353 del 25 novembre u.s.

Poiché quanto riportato nel messaggio INPS riguarda tutti i dipendenti pubblici ora sorgono alcune considerazioni.

Il personale della scuola, andando in pensione non è più vincolato al termine dell’anno scolastico, il raggiungimento dei requisiti non dovrebbe essere più vincolato al 31.08 dell’anno del pensionamento.

Quindi i mesi di attesa dovrebbero decorrere dalla data “effettiva” del raggiungimento del requisito anagrafico utile alla pensione di vecchiaia, 12 mesi, ovvero dopo 24 mesi del conseguimento teorico del requisito contributivo per la pensione anticipata.

Si ricorda che oltre all’attesa dei 12 o 24 mesi, si deve tener conto dei 90 giorni concessi all’amministrazione e che il pagamento si riferisce alla prima rata di € 50.000 lordi.

Altre informazioni in sindacato.

 

PROROGA OPZIONE DONNA E APE SOCIALE

La legge di bilancio 2020 n.160 del 27 dicembre 2019, contenente i commi, 473 Ape Sociale e 476 Opzione Donna, è stata pubblicata nella G.U. n. 304 del 30.12.2019.

Opzione Donna

Può chiedere il pensionamento, a decorrere dal 1.09.2020 utilizzando tale tipologia di pensionamento, (che ricordiamo prevede il calcolo della pensione totalmente con il sistema contributivo), il personale femminile della scuola che alla data del 31.12.2019 abbia raggiunto i requisiti:

– età 58 anni , nate quindi fino al 31.12.1961;

– 35  anni di contributi.

Altre informazioni in sindacato

PENSIONI AUMENTI …..

Con il 1° gennaio 2020 è prevista una aliquota provvisoria, pubblicata in G.U. del 27/12/19, il cui valore 0,40 è inferiore alle previsioni e porterà aumenti pensionistici netti fra tre e cinque euro mensili salvo conguaglio da effettuarsi in sede di perequazione per l’anno successivo.

 

PENSIONAMENTO

CESSAZIONI PERSONALE SCOLASTICO: DECRETO MIUR DI PROROGA DEL TERMINE PER LA PRESENTAZIONE DELLE ISTANZE

Il decreto n. 1176 del 27-12-2019, come anticipato nella nota prot. 2346 del medesimo giorno, proroga al 10 gennaio 2020 il termine per la presentazione delle domande di cessazione da parte del personale a tempo indeterminato docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola con effetti dal 1° settembre 2020. LA SCADENZA PRECEDENTE ERA IL 30 DICEMBRE.

 

PROGRAMMAZIONE NELLA PRIMARIA

Una docente di scuola primaria ha un contratto che prevede l’orario settimanale spezzato su due scuole autonome: in una 11 ore più 1 di programmazione, nell’altra 12 ore frontali. Ci ha chiesto come può fare la programmazione in entrambe le scuole senza dover lavorare un’ora in più alla settimana per adempiere alla prestazione relativa alle ore di programmazione. Dato che ha l’obbligo di fare 24 ore in totale e che tale obbligo assume importanza nei confronti dell’aministrazione e non delle singole scuole, potrebbe prestare l’ora di programmazione alternativamente una volta in una scuola e una volta nell’altra, comunicando la propria decisione ai due Dirigenti scolastici.

 

COMPLETAMENTO D’ORARIO

Purtroppo il completamento orario di un insegnante ha dei limiti. Infatti il personale a tempo determinato con orario inferiore alla cattedra ha diritto, in presenza delle relative ore, al completamento. La Corte di Cassazione (sent.24214/2017) ha interpretato però tale diritto in senso restrittivo nel senso che esso va coordinato con le regole all’interno della programmazione dell’offerta formativa e non può compromettere la pianificazione dell’orario della scuola o pregiudicare la posizione di altri docenti in servizio. Questa interpretazione della Corte è in contrasto da quanto dallo Snals sempre sostenuto e cioè che il diritto al completamento è più importante del disagio apportato al cambiamento di orario già definito e che potrebbe essere modificato senza eccezionali stravolgimenti..

 

Vincolo quinquennale

L’art. 1 del decreto “salva-precari” il comma 17.1 che così recita: “A decorrere dalle immissioni in ruolo disposte per l’anno scolastico 2020/ 2021, i docenti a qualunque titolo destinatari di nomina a tempo indeterminato possono chiedere il trasferimento, l’assegnazione provvisoria, l’utilizzazione in altra istituzione scolastica ovvero ricoprire incarichi di insegnamento a tempo determinato in altro ruolo o classe di concorso solamente dopo cinque anni scolastici di effettivo servizio nell’istituzione scolastica di titolarità, fatte salve le situazioni sopravvenute di esubero o soprannumero”. Questo significa che tutti i docenti che entreranno in ruolo prossimamente dovranno prestare servizio nella scuola assegnata per 5 anni. Soltanto dopo questo quinquennio di continuità effettiva di servizio potranno chiedere trasferimento o assegnazione ad altra scuola.

I sindacati protestano per l’invasione di campo del Parlamento su una materia di natura contrattuale, ma non potranno per la stessa legge disapplicare la norma sgradita. Chiaro!

 

ORE ECCEDENTI – pagamento

Il Direttore Regionale con nota prot. n. 23625 del 5/12/19 ha risposto a dei quesiti posti da un Dirigente scolastico della nostra provincia il 28 ottobre e dall’ufficio del  Mef  (Ministero Economia e Finanze di Ancona) del 17 ottobre in riferimento al pagamento delle ore eccedenti di insegnamento all’orario di cattedra. La questione che da tempo viene dibattuta e che ha creato vari contenziosi è relativa al pagamento delle ore settimanali oltre le 18 fino alle 24 di insegnamento sia delle ore alternative alla religione cattolica che alle varie tipologie di supplenza. Le ore massime settimanali di supplenza che possono essere accettate non devono superare le sei. Il problema che ha avuto negli anni procedure e soluzioni differenti e a volte discordanti è quello delle decorrenze temporali dei vari contratti al personale di ruolo o non di ruolo e di conseguenza del relativo trattamento economico: fino alla fine delle lezioni 9 giugno, o fino alla fine delle attività didattiche (30 giugno), o fino alla fine dell’a.s. (31 agosto)? Nella risposta del D.R. è scritto: “ dal momento che le ore eccedenti vengono assegnate per le supplenze  non possono che terminare il 30 giugno … La nomina e la retribuzione devono partire dalla data di inizio delle attività e non potranno superare il termine delle attività didattiche”. Più chiaro di così! 

 

RICOSTRUZIONE DI CARRIERA E CORTE DI CASSAZIONE

Come è noto il personale della scuola (Ata e Insegnanti) quando ha superato l’anno di prova deve chiedere la ricostruzione di carriera ai fini della valutazione degli anni prestati a tempo determinato per il passaggio di gradoni con il conseguente aumento di stipendio e i relativi arretrati. Gli anni pre-ruolo che vengono dall’Amministrazione riconosciuti integralmente sono solo i primi quattro e per due terzi gli anni successivi. Più volte il sindacato ha chiesto invano nei vari rinnovi contrattuali il completo riconoscimento di questi anni. Ora dopo alcuni ricorsi al giudice del lavoro e di alcune incertezze giurisprudenziali è intervenuta la Cassazione con due Sentenze che si spera pongano la parola fine sull’argomento: la n. 31149 e la n. 31150 entrambi del 28/11/2019 che riportano il principio che viene violato di non discriminazione dei lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo determinato rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato.

Su questi presupposti ovviamente il collega che ha più di quattro anni di pre ruolo ha tutto l’interesse a ricorrere al Giudice del lavoro. Si tratta di anni da valutare non solo ai fini economici ma una volta riconosciuti anche per un maggiore punteggio nei vari movimenti.

Gli interessati potranno liberamente rivolgersi in sindacato nel giorno di presenza dell’Avvocato il giovedì pomeriggio..

 

ALUNNO FUORI DALLE REGOLE

Ci sono a volte alunni che, oltre ad avere un comportamento che rallenta il processo didattico, manifestano atteggiamenti violenti e risultano incapaci di rispettare le regole di convivenza civile anche nei confronti dei propri compagni. I docenti della classe in tali casi, dopo aver messo in atto le azioni ritenute opportune e concordate con i genitori e col consenso del Dirigente scalastico per evitare  la propria l’incolumità e quella degli alunni, hanno titolo a riferire i fatti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni competente per territorio. Tribunale che, dopo aver compiuto le dovute ed approfondite indagini sulla personalità del minore, può disporre alcune misure con decreto motivato che può arrivare all’affidamneto al servizio sociale minorile o al collocamento in casa di rieducazione o in istituto medico psico-pedagogico.

RICEVIMENTO GENITORI  19^ ORA

Nel numero di ottobre abbiamo pubblicato un articolo “Ricevimento genitori 19^ ora” che è stato da alcuno ritenuto non del tutto corretto negando la facoltatività dell’ora ricevimento genitori quando stabilito dal consiglio di istituto su proposta del collegio dei docenti art.29 c.4 del CCNL/07. Noi insistiamo sulla nostra posizione basandoci esclusivamente sul Contratto. Premettiamo che nessun organo collegiale può deliberare  in deroga al Contratto prolungando l’orario di lavoro di chicchessia: stabilire di inserire nell’orario settimanale un’ora in più con l’obbligo di presenza a scuola è del tutto illegittimo. Considerato che in nessuna parte del contratto è normato che il docente deve essere a disposizione obbligatoriamente un’ora settimanale per ricevere un eventuale genitore, la probabile confusione viene dall’art. 29 del Contratto di cui sopra che prescrive “tra gli adempimenti individuali dovuti rientrano le attività relative ….alla lettera c) “ai rapporti individuali con le famiglie”. Certo è dovere dell’insegnante ricevere personalmente il genitore quando questi manifesta la volontà di parlargli o quando lo stesso insegnante ha lo stesso desiderio ma ciò previo appuntamento e concordato in orario antimeridiano che potrebbe essere un’ora non fissa e non stabilita preventivamente: unica condizione mai “ricevere” il genitore durante l’orario di lezione. Concludiamo nel riaffermare che nessun ordine di servizio e nessuna delibera collegiale può obbligare l’insegnante ad essere presente in un’ora fissa in orario antimeridiano  per “ricevere” il probabile genitore. Ciascun collega in base a quanto detto potrà stabilire un suo comportamento magari rivolgendosi in sindacato.

 

PAROLE… ANCORA PAROLE…

Nel NADEF (acronimo di Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza) all’esame del Parlamento, sono presenti, fra gli altri, due punti qualificanti che riguardano la scuola: la riduzione del numero di alunni per classe  e la valorizzazione anche economica dei docenti. Per quel che riguarda il primo punto, ricordando che la norma parla di un numero massimo di alunni per classe di 20, i dati ufficiali dicono che nella scuola dell’infanzia il rapporto alunni/classe è di 21,3, nella scuola primaria il rapporto è 19, nella secondaria di I° grado è 20,9 e nella secondaria di II° grado è 22 (in presenza di alunni disabili il numero massimo di alunni non può superare 20). Occorre tenere presente la conformazione geografica del territorio nazionale e la distribuzione della popolazione in piccoli centri in cui si tende ad autorizzare classi sottodimensionate rispetto ai minimi e viceversa a ridurre il numero di classi nei grossi centri con un numero di alunni superiore alla media. Per questo la nota evidenzia che il numero medio che si ricava dal rapporto alunni/classe non corrisponde quasi mai alla realtà. La parte dolente sta nel secondo punto della nota perché si parla di valorizzazione economica dei docenti senza riportare alcuna cifra. A livello OCSE ad inizio carriera oggi il docente italiano ha uno stipendio inferiore del 9% rispetto al collega medio europeo, partendo da una retribuzione iniziale inferiore e inoltre c’è un forte divario notevolmente più basso fra il settore dell’istruzione e gli altri settori della pubblica amministrazione. Ciò comporta che nel rinnovo dei contratti viene applicata la stessa percentuale di incremento retributivo a tutti i comparti e quindi la forbice si allarga in corrispondenza di ogni rinnovo contrattuale.      (Considerazioni)

 

SUPPLENZE DOPO IL 31 DICEMBRE

L’assegnazione dei posti disponibili entro il 31 dicembre di ogni anno è di competenza dell’Ufficio Scolastico Territoriale  e dà luogo a supplenza con termine al 30/6 o 31/8

I posti resisi disponibili per qualsiasi causa, dopo il 31 dicembre di ciascun anno sono invece di competenza del Dirigente scolastico e danno luogo a una “supplenza temporanea” fino alle esigenze di servizio (anche se si tratta di coprire un posto resosi disponibile per tutto l’anno). Vediamo il caso di un supplente che sta sostituendo il titolare assente per malattia fino a febbraio: se il titolare lascia il posto per qualsiasi causa (decesso, collocato in aspettativa per dottorato di ricerca o altra assenza per tutto il resto dell’anno), al supplente, già in vigenza di contratto, viene effettuata, ai sensi dell’art. 7 comma 4 del DM 131/07, una proroga del contratto direttamente fino al termine delle lezioni. Quindi  la scuola non dovrà riscorrere la graduatoria d’istituto ma effettuare un nuovo contratto al supplente che è già in servizio.

LUTTO

Il 29 dicembre u.s. è venuto a mancare improvvisamente un nostro collega il prof. Tonino Gallotta segretario provinciale di Salerno facente parte del Direttivo nazionale nonché consigliere nazionale del nostro sindacato. Persona conosciuta nei vari incontri e riunioni nazionali, equilibrata e sempre disponibile e da anni impegnata con passione e competenza sindacale. La perdita di una tanto stimata persona è per noi  motivo di dolore e di partecipazione al lutto che ha colpito la famiglia Gallotta alla quale lo snals maceratese esprime le più sentite condoglianze.

 

 

QUANDO I GIUDICI ENTRANO NEL CONSIGLIO DI CLASSE

I genitori di un alunno di prima media, bocciato per aver riportato insufficienze in 5 materie su 11, hanno fatto ricorso al TAR. Questo organo giudicante ha respinto il ricorso perché la sentenza finale del Consiglio di classe aveva motivato congruamente la bocciatura provando che erano stati attivati tutti gli strumenti previsti e le strategie volte al recupero dell’alunno. Inoltre il giovane aveva snobbato la fase di recupero vanificando anche le interrogazioni delle materie insufficienti pur se la famiglia fosse stata sempre informata dello scarso rendimento del figlio. Il Consiglio di Stato, a cui si è appellata la famiglia, ha ribaltato con riserva l’esito del TAR promuovendo lo studente ammettendolo a frequentare la seconda classe. Ora l’alunno ad anno iniziato è stato ammesso a frequentare la seconda classe in attesa della decisione finale di merito.

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I genitori di un’alunna ricorrono al TAR per la bocciatura della figlia contestando la mancanza della tempestiva adozione di un piano pesonalizzato  di studio da parte della scuola e lamentando di non essere stati adeguatamente informati circa l’evoluzione scolastica della giovane. Il TAR  ha ritenuto che l’eventuale mancata attivazione delle attività di recupero o dell’impegno di informazione circa l’andamento scolastico non è rilevante ai fini della bocciatura o promozione dato che il giudizio del Consiglio di classe è consistito sull’effettiva preparazione insufficiente della ragazza e sul suo scarso grado di maturazione personale. Il ricorso è stato quindi respinto.

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La decisione del Consiglio di classe di non scrutinare un’alunna per le moltissime assenze fatte, superando nell’anno scolastico il numero di ore consentito, ha indotto i genitori a ricorrere al TAR chiedendone l’annullamento. I giudici, nel dichiarare illegittima la bocciatura, non hanno trovato nella decisione del Consiglio di classe le ragioni per cui sia stata data poca considerazione alla presentazione di numerosi certificati medici atti a giustificare i molti giorni di assenza  con la conseguente possibilità o meno di esprimere un giudizio sul rendimento della giovane. Inoltre la sentenza pone in evidenza come il Consiglio di classe abbia completamente ignorato il profitto scolastico che l’alunna aveva comunque sostenuto nel corso dell’anno con esito più che soddisfacente tanto nel primo che nel secondo quadrimestre. Non hanno quindi ritenuto giusta la mancata valutazione fondata sul solo calcolo aritmetico delle assenze senza tener conto del proficuo apprendimento, dal momento che la bocciatura solo per l’elevato numero di assenze potrebbe compromettere lo sviluppo personale ed educativo della ragazza.

 

PERMESSI O FERIE?

Ritorniamo sull’argomento riguardante i 3 + 6 giorni di permesso per motivi familiari o personali fruibili dai docenti di ruolo nel corso dell’anno scolastico. Secdondo l’Avvocatura dello Stato (Distretto di Catania parere notificato ad una scuola il 26 novembre scorso) i 6 giorni di permesso previsti dall’art. 15 del CCNL/2007 (tuttora valido) non sarebbero considerati permessi in senso stretto ma ferie. Ciò comporta che i 6 giorni (oltre ai 3) sono fruibili purché la sostituzione del docente non comporti oneri per lo Stato e quindi che ci siano docenti disponibili tenuti alla sostituzione senza retribuzione. Tale decisione contrasta con l’avviso espresso dal Direttore dell’Ufficio Scolastico della Calabria (nota 17734 del 19/12/2014) con una nota nella quale viene chiarito che “se anche i 6 giorni siano fruiti come permessi personali e familiari, il docente di ruolo avrà in totale 9 giorni all’anno (3 + 6) sottratti alla discrezionalità del Dirigente scolastico”. Vai a capire chi abbia ragione !!!!!

 

A PROPOSITO DI PRECEDENZE SULLA MOBILITÀ IN PRESENZA DI BENEFICIARI DELL’ART. 33 DELLA LEGGE 104/92

Una Dirigente scolastica di prima nomina aveva assegnato ad una docente di scuola primaria una cattedra su tre plessi in tre comuni diversi a totale dispregio di quanto previsto dalla legge 104/92 e  diversamente  dall’anno precedente. Dopo un tentativo di conciliazione da parte sindacale, la Dirigente restava ferma sulle proprie posizioni e pertanto alla ricorrente non restava che adire il Giudice del Lavoro con procedimento di urgenza. Il Giudice ha rilevato il fatto che l’art. 33 della legge 104/92 debba considerarsi norma imperativa in quanto tendente a tutelare un bene della vita costituzionalmente rilevante e quindi nella formazione di una nuova cattedra con completamento esterno, come chiarisce l’art. 12, co. 18, CCNI 2016/17, questa deve essere assegnata ad uno dei docenti già titolari nella scuola ed in servizio su cattedra interna nel corrente anno scolastico e l’assegnazione, a carattere annuale, deve avvenire tenendo conto della graduatoria interna d’istituto e assegnata al docente con punteggio inferiore. All’assegnazione di questa cattedra potrà concorrere, se collocato in ultima posizione nella graduatoria interna, anche il docente beneficiario della legge 104/92, se la cattedra orario esterna è costituita tra scuole dello stesso comune. Il diritto all’esclusione per l’attribuzione della COE ex-novo al docente beneficiario della legge 104/92, si applica,  come richiamato nel comma 3, lettera c) dell’art. 13, soltanto se si tratta di cattedra orario esterna costituita tra scuole ubicate in comuni diversi. La Dirigente scolastica, non avendo in tale caso potere discrezionale, è stata condannata dal Giudice del Lavoro..

VALIDITÀ BONUS 500 EURO

Ci giungono ancora domande sui tempi di validità del bonus di 500 euro della Carta del docente. Ricordiamo che i 500 euro erogati ai docenti per l’aggiornamento e formazione professionale hanno la durata di due anni: quelli erogati per l’anno scolastico 2018/2019 potranno essere utilizzati entro il 31 agosto 2020; per quelli erogati per l’anno scolastico 2019/2020 c’è tempo fino al 31 agosto 2021. Le somme che sono residuate al 31 agosto 2019 si aggiungeranno ai 500 euro erogati per l’anno scolastico in corso. Il bonus erogato per l’anno scolastico 2017/2018 è scaduto il 31 agosto 2019.

PERSONALE ATA

ü Fra le mansioni del Collaboratore Scolastico la sorveglianza sugli alunni è di vitale importanza, ma a causa dei tagli di personale in tantissime scuole non riesce a volte a vigilare con la dovuta attenzione specialmente quando questa deve essere  effettuata contemporaneamente dalla portineria ai vari piani dell’edificio scolastico.

Fra le altre cose il collaboratore scolastico “è addetto ai servizi generali della scuola con compiti di accoglienza del pubblico e di sorveglianza nei confronti degli alunni, nei periodi immediatamente antecedenti e successivi all’orario delle attività didattiche e durante la ricreazione……. compresa l’ordinaria vigilanza e l’assistenza necessaria durante il pasto nelle mense scolastiche, di custodia e sorveglianza generica sui locali scolastici, di collaborazione con i docenti”. Fra i suoi compiti c’è anche quello di surroga del docente in alcuni momenti della vita scolastica e anzi, data la complicità che gli studenti mostrano con lui, ciò può essere molto utile sotto l’aspetto educativo-comportamentale. Dato il gravoso impegno e la notevole responsabilità che ricadono su di lui è sempre opportuno che il Dirigente scolastico metta come ordine di servizio ogniqualvolta le disposizioni per particolari incombenze lo potrebbero distrarre dai suoi compiti istituzionali.

 

ü Nelle istituzioni scolastiche in cui il personale ATA è destinatario della riduzione dell’orario di lavoro a 35 ore settimanali, non c’è distinzione fra chi ha il contratto a tempo indeterminato e chi a tempo determinato.

ü Il PON (Programma Operativo Nazionale) è facoltativo ed è sempre retribuito. Ricordiamo che la retribuzione è materia di contrattazione per cui è possibile stabilire il compenso al personale interessato.

 

PROCEDIMENTO GIUDIZIALE O STRAGIUDIZIALE?

Nel momento in cui nasce un conflitto fra due soggetti si può decidere di andare direttamente in tribunale o tentare di risolvere la questione senza chiamare in causa un giudice. Mentre il procedimento giudiziale richiede un iter burocratico lento, macchinoso e costoso, con un procedimento stragiudiziale non è necessario ricorrere ad un avvocato ma basta dichiarare le proprie intenzioni per raggiungere un accordo senza un terzo soggetto esterno che decida per loro.

Per un avvertimento scritto inflitto ingiustamente da un Dirigente scolastico ad una docente, l’amministrazione è stata condannata dalla Corte di Appello di Potenza (Sent. 181/2019) al pagamento complessivo (spese legali, iva, contributi previdenziali della cassa degli avvocati) di 8334 euro. Tutto ciò perché il decreto Brunetta ha cancellato dal nostro ordinamento la possibilità di risolvere le controversie utilizzando i rimedi stragiudiziali mettendo in evidenza i costi proibitivi dell’accesso alla giustizia dei tribunali ai quali il personale della scuola (e della pubblica amministrazione in generale) è costretto a rivolgersi per questioni che riguardano spesso futili motivi (come in questo caso). Da mettere in evidenza inoltre gli effetti dilatori del procedimento dei tribunali (la causa si è aperta nel 2015 e praticamente non si è ancora conclusa se l’amministrazione dovesse ricorrere in Cassazione). C’è inoltre una forte sperequazione di pesi economici tra le parti in lite: da una parte i Dirigenti che nella scuola coincidono con la parte datoriale (sostituita in giustizia dall’avvocatura dello Stato con costi a carico dell’amministrazione), dall’altra parte il contraente personale scolastico economicamente soggetto debole. Da non sottovalutare infine la necessità di sgravare il giudice del lavoro imponente di contenzioso per semplici motivi che allungano i processi e distraggono risorse e personale altamente qualificato. Attualmente c’è un tentativo di soluzione del problema all’esame del Parlamento con un disegno di legge  di istituzione di collegi arbitrali con procedura a costo zero presso gli Uffici Scolastici competenti in materia di provvedimenti emessi dai Dirigenti scolastici nei confronti del personale. Ci si riuscirà?

 

LUTTI

Lo Snals maceratese esprime le più vive condoglianze:alle colleghe

Floriana Menichelli per la morte del padre Enzo;

Iolanda Polidoro per la morte del padre

 

 

Intervista al Segretario Generale dello Snals Confsal

Elvira Serafini, segretario generale Snals commenta gli ultimi scenari della scuola italiana. Dall’avvicendamento al ruolo di Ministro, alle emergenze più significative al rientro dalla pausa natalizia.

Il 2019 è stato un anno particolare per la scuola: ha visto un cambio di governo e quindi un nuovo ministro dell’istruzione. Un ministro che però ha lasciato presto l’incarico. Come valutate questa scelta?

Come già abbiamo avuto modo di dire le dimissioni del Ministro Fioramonti vanno lette come la naturale conseguenza delle scelte del governo in materia di istruzione. Le ragioni politiche invece non sono per lo Snals meritevoli di approfondimento essendo confinate nello spazio delle diatribe tra i partiti e all’interno dei partiti che compongono l’attuale maggioranza di governo.

Conte, durante la conferenza stampa di fine anno, ha annunciato i nomi dei prossimi ministri dell’istruzione: Lucia Azzolina per la scuola e Gaetano Manfredi per l’università. Come ritenete questa divisione?

La separazione dell’università dal settore scuola potrebbe essere l’occasione per concentrare l’attenzione politica in modo più incisivo su due settori strategici per il nostro Paese.  Anche qui ovviamente se la decisione del Governo è stata dettata solo dalla volontà di garantire nuovi equilibri politici tra le forze di governo non potremo aspettarci novità significative rispetto al passato.

Cosa lascia in eredità Fioramonti? Su cosa dovrà concentrarsi prima di tutto l’azione del nuovo ministro della scuola?

Il neo Ministro al quale rinnoviamo gli auguri di buon lavoro deve mettere immediatamente mano, fin dal prossimo incontro del 7 gennaio, alla questione dei percorsi di abilitazione e alle modalità di valorizzazione del personale Ata, in particolare degli assistenti amministrativi facenti funzioni di DSGA.

Alcune urgenze sono rimaste in sospeso, tra cui il rinnovo del contratto. Si procederà normalmente?

Il rinnovo del contratto collettivo nazionale richiede che fin dal prossimo documento di programmazione economica e finanziaria vengano previste adeguate risorse per l’avvio dell’equiparazione degli stipendi del personale della scuola a quelli medi degli altri paesi europei. Se non si inizia a riconoscere il valore della professione docente nessuna riforma potrà mai risollevare le sorti della scuola italiana.

Sul tavolo anche l’aumento stipendio, cifre che tuttavia, stando a quanto si prevede in legge di bilancio, non soddisfano i docenti. Avevate riferito in un’altra nostra recente intervista che non avreste avviato neppure le trattative, proseguirete sulla stessa linea?

Lo ribadiamo. Senza una reale previsione di risorse adeguate e senza un impegno politico ad investire sulla scuola non saremo disponibili ad avviare le trattative.

Il 2020 sarà anche l’anno dei concorsi per i docenti, dell’internalizzazione dei servizi di pulizia e dell’aggiornamento delle graduatorie di terza fascia docenti. Si andrà avanti senza problemi?

Per lo Snals l’avvicendamento a Viale Trastevere non pregiudica l’attuazione del decreto scuola ormai convertito in legge. Vigileremo costantemente affinché siano rispettati i tempi anche attraverso la richiesta del confronto sui provvedimenti attuativi delle previsioni di legge e sulle concrete modalità attuative delle procedure concorsuali.

Cosa manca attualmente per risolvere il precariato di docenti e Ata?

Il problema del precariato può essere risolto individuando percorsi straordinari di abilitazione per i docenti precari che lavorano da anni nella scuola e attraverso la stabilizzazione del personale Ata che già svolge da anni mansioni che consentono alle scuole di funzionare.

Dopo la fase straordinaria bisogna mettere mano alla revisione del sistema di reclutamento per garantire adeguati livelli professionali dei docenti. Abbiamo un impegno importante verso le future generazioni e credere nella scuola vuol dire creare i presupposti affinché i giovani ritornino a considerate l’istruzione come il più importante fattore di emancipazione.

Dunque, cosa auspicate per il nuovo anno?

Ci aspettiamo che le forze che dirigono il Paese inizino a considerare l’istruzione come un investimento indicando anche strade per una vera riqualificazione di tutti gli operatori attraverso un nuovo e serio sistema di reclutamento che riconosca concretamente l’impegno professionale in relazione alle connesse responsabilità.

Orizzonte Scuola  29-12-2019 di Ilenia Culurgioni

 

PRECARI CON INCARICO TRIENNALE – RISARCIMENTO

La Corte di Cassazione (sent.n.16878/2018) ha riaffermato in via definitiva che i docenti che hanno lavorato con contratto a tempo determinato per un periodo superiore a 36 mesi nel periodo compreso fra il 2001 e il 2015 non hanno diritto ad alcun risarcimento perché stipulati sulla base di esigenze temporanee dell’amministrazione scolastica. Il diritto al risarcimento per la corresponsione di 15 mensilità della retribuzione di fatto, scatta solo se i 36 mesi sono stati prestati con supplenza annuale fino al 31 agosto. Quindi quei docenti ai quali la Corte di appello aveva concesso il risarcimento anche per le supplenze oltre i 36 mesi fino al 30 giugno, non ne hanno diritto. Ora cosa succederà? Gli interessati dovranno restituire quanto percepito? Quante vittorie legali che, annunciate con tanta pomposità, stanno andando in …fumo.

 

 

SNALS CULTURA

STAGIONE LIRICA 2020 – SFERISTERIO DI MACERATA

   Sono ancora aperte le prenotazioni dei biglietti per la stagione lirica attraverso la Convenzione Snals – Direzione Opera Festival realizzata per il sindacato, come negli anni passati, dalla prof.ssa Gabriella Saretto alla quale vanno i nostri più sentiti ringraziamenti.

Poiché i biglietti sono già in vendita, è opportuno affrettarsi per ottenere i posti migliori del settore scelto. Chi vuole può acquistare i biglietti fin da adesso telefonando alla collega prof.ssa Saretto Gabriella entro il 30 marzo 2020 al n. 3335443511 .

AGEVOLAZIONI:
Gli  iscritti SNALS   hanno la possibilità:

  • di acquistare biglietti di settore Rosso (50 euro) al prezzo del settore Giallo (25 euro), in posti di gradinata laterale;
  • di acquistare biglietti di ogni settore, ad esclusione dell’Oro e del loggione, con una riduzione del 20% sul prezzo base.

Le opere e le date: TOSCA: luglio, 17-26 e agosto, 1-7; DON GIOVANNI: luglio, 18-24 e agosto, 2-8; TROVATORE: luglio, 19-25-31 e agosto, 9.

 

PROPOSTA CORSO INFORMATICA

Sono ancora aperte le iscrizioni ai corsi di informatica organizzati da una ditta di Macerata riservata agli iscritti Snals per il conseguimento della Patente Europea Computer Standard Certiport  IC3-GS4 riconosciuta ai fini di legge per punteggi e concorsi. I corsi permettono di ottenere diplomi con certificazione IC3-GS4 e consistono in lezioni collettive con docente certificato di 30 ore (minimo 6 iscritti) con sconto Snals del 50%.

E’ possibile anche frequentare un Corso di preparazione individuale con docente certificato (personalizzabile su richiesta) con sconto Snals del 20 % dal costo orario.  Per i costi dei vari corsi rivolgersi in Sindacato.

 

 

ORARIO DI APERTURA UFFICI MACERATA

dal lunedì al venerdì  dalle 9,30 alle 12,30 e dalle  16 alle ore 19

CONSULENZA SCUOLA INFANZIA / PRIMARIA / SECONDARIA / PERSONALE ATA  mattino e pomeriggio    –

  Il Sabato solo su appuntamento con il Segretario provinciale

CONSULENZA PENSIONI

Mercoledì mattino — Venerdì mattino e pomeriggio

CONSULENZA FISCALE

Martedì e Venerdì pomeriggio; ISEE Venerdì pomeriggio su appuntamento

 

CONSULENZA LEGALE E PATRONALE

l’Avvocato riceve presso lo SNALS il giovedì pomeriggio dalle ore 15,30 alle ore 18.00 per consulenza legale gratuita anche in materie extrascolastiche di diritto civile.

Per l’assistenza patronale preghiamo i colleghi di rivolgersi in sede sindacale per il disbrigo delle pratiche.

SEDI DISTACCATE SNALS

►CIVITANOVA MARCHE Piazza S. Marone n. 15 (Tel. 0733/ 815494) lunedì e mercoledì dalle 16,30 alle 18,30.   Sabato dalle 9 alle 13. Il I° Mercoledì di ogni mese sarà presente l’esperto per le pensioni.

►TOLENTINO  Piazza Mazzini n.2 (tel.07331833758) Martedì – Giovedì ore 16,30 – 18,30 solo su appuntamento

 

TESSERAMENTO SNALS-Confsal

L’adesione al sindacato del personale di ruolo in servizio nella provincia avviene esclusivamente mediante sottoscrizione di delega. L’iscrizione per contanti è ammessa per i supplenti temporanei, per aspiranti a supplenze e per il personale di ruolo in servizio in altra provincia e, eccezionalmente, per i pensionati.

Tale iscrizione è valida 12 mesi dalla data di adesione.  Per le quote per l’ iscrizione in contanti chiedere in Sindacato

Il versamento della quota può effettuarsi presso la sede sindacale o tramite bollettino di c.c.p. n. 10406627 intestato a Segreteria Provinciale SNALS di Macerata.

Agli iscritti in regola con il tesseramento, per contanti e/o per delega, è rinnovata l’assicurazione di RC e infortuni.

A tutti si rivolge l’invito ad utilizzare il telefono solo per brevi informazioni.

Delle opinioni espresse negli articoli firmati sono responsabili i singoli autori dei quali si intende rispettare la piena libertà di giudizio.  La collaborazione è aperta a tutti. Si dichiara che i dati personali vengono utilizzati esclusivamente per scopi statutari.

Direttore responsabile: Giovanni Bonvecchi          Indirizzi di posta elettronica: Redazione:  maceratasnals@gmail.com  – Sindacato: marche.mc@snals.it

Sito Internet: www.snals.it/mc

 

 

QUATTRO concorsi per docenti nel 2020

 

 Il Decreto scuola “salva precari e reclutamento” è legge n. 160 del 27/12719 pubblicata in G.U. n.304 del 30/12/19. Ci sono novità significati nel settore scolastico, tra cui anche quattro nuovi concorsi che, in assenza di intoppi, potrebbero partire già nei primi mesi del 2020. I bandi per i concorsi sono attesi nel mese di febbraio prossimo.

 

èConcorso straordinario

Viene ampliata la platea di coloro che potranno partecipare al concorso straordinario per l’assunzione di 24mila docenti: possono candidarsi adesso sia i docenti che abbiano maturato servizio nei percorsi di Istruzione e formazione professionale (IeFP), sia coloro che abbiano effettuato una delle tre annualità richieste dall’anno scolastico 2008/2009, sia chi sta svolgendo nell’anno in corso la terza annualità di servizio.

I docenti che hanno maturato i tre anni di servizio nelle scuole paritarie, però, potranno partecipare solo al fine di conseguire l’abilitazione.

Il concorso sarà a carattere nazionale, ma su base regionale, per cui si potrà partecipare per una sola regione e per una sola classe di concorso. Sarà inoltre bandito, con decreto del Miur solo per le regioni, per le classi di concorso e per le tipologie di posto per le quali si prevede che, negli anni scolastici dal 2020/2021 al 2022/2023, vi saranno posti vacanti e disponibili.

Ricordiamo i requisiti di accesso

  • titolo di studio valido per l’accesso alla classe di concorso
  • tre annualità di servizio anche non consecutive svolte tra l’a.s. 2008/09 e l’anno scolastico 2019/20 su posto comune o di sostegno nella scuola statale.

Valido il servizio misto (paritaria + statale)

Il docente che fa valere l’a.s. 2019/20 come requisito accede al concorso con riserva. 

  • almeno un anno di servizio deve essere stato svolto per la classe di concorso o nella tipologia di posto per la quale si concorre
  • il servizio svolto su posto di sostegno in assenza di specializzazione è considerato valido ai fini della partecipazione alla procedura straordinaria per la classe di concorso, fermo restando il requisito dell’anno di servizio specifico.
  • per i posti di insegnante tecnico-pratico(ITP) il requisito richiesto sino al 2024/25 è

il diploma di accesso alla classe della scuola secondaria superiore (tabella B del DPR    19/2016 modificato dal Decreto n. 259/2017).

  • per i posti di sostegno: Requisiti già indicati per i posti comuni più il titolo di specializzazione su sostegno

N.B: Per “Anno di servizio” si intende il servizio prestato per almeno 180 giorni nell’anno scolastico o, ai sensi dell’articolo 11, comma 14, della legge 3 maggio 1999, n. 124 un servizio prestato ininterrottamente dal 1° febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale”.

 

èConcorso ordinario

Il bando ordinario dovrebbe mettere a disposizioni 24.000 posti da suddividere tra posto comune e sostegno.

Per i posti comuni, occorrerà possedere i seguenti requisiti:

  • abilitazione all’insegnamento, anche per altri ordini di scuola e/o classi concorsuali;
  •  titolo di studio necessario per accedere alla classe di concorso di interesse (laurea magistrale o a ciclo unico, oppure diploma di II livello dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, oppure titolo equipollente o equiparato) + 24 crediti universitari in materie psico- antropo- pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.

Per i soli posti di insegnante tecnico-pratico (ITP) è richiesto il diploma di accesso alla classe della scuola secondaria superiore e non occorrerà ottenere i 24 CFU.

Infine si ricorda che potranno accedere a questo concorso anche i docenti di sostegno ma in questo caso sarà richiesta un’idonea specializzazione.

 

èConcorso ordinario infanzia e primaria

Per il concorso ordinario per la Scuola primaria e la Scuola dell’infanzia c’è già il decreto e l’autorizzazione del MEF per 16.959 posti in due anni (2020/21, 2021/22).  I requisiti richiesti per partecipare a tale concorso sono i seguenti:

  • laurea in Scienze della formazione primaria, oppure
  • diploma magistrale con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali) conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002;
  • analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto dal Miur

Per i posti di sostegno sarà necessario essere in possesso, oltre che di uno dei titoli suddetti, del titolo di specializzazione sul sostegno conseguito ai sensi della normativa vigente (o di analogo titolo di specializzazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia).

Si esplicita anche i corsisti del TFA IV ciclo potranno partecipare, ma con riserva.

 

Ricordiamo, inoltre, un’ultima ma importante novità relativa ai prossimi bandi:

 tra le metodologie didattiche da acquisire nell’ambito dei crediti formativi o durante il periodo di formazione e prova legato al concorso potrebbe essere inserito il coding (la programmazione con giochi ed esercizi interattivi).

 

è  concorso ordinario per l’i.r.c. Evidenziamo infine che, grazie alle modifiche apportate dalla Camera al DL citato, viene autorizzato un nuovo concorso ordinario per insegnanti di Religione Cattolica, dopo 15 anni dall’ultimo. Contrariamente alla volontà del sindacato per questa categoria non è previsto il concorso straordinario come per gli altri insegnanti ma solo la riserva dei posti del 50% per coloro che da anni e anni insegnano. Una bella e buona discriminazione che non è degna da chi sostiene a voce alta la politica dell’eguaglianze e delle pari opportunità.

 

 

IMMINENTE CONCORSO ORDINARIO

 

In occasione dell’imminente pubblicazione del Bando relativo al Concorso a Cattedra Ordinario per la Scuola dell’Infanzia e di quello per la Scuola Primaria, l’Ufficio Nazionale di Formazione dello Snals ha predisposto due Corsi online atti a consentire sia l’esercitazione per la prova preselettiva sia la preparazione delle prove scritte.

Il Corso è erogato online sulla piattaforma www.paideia.docens.it.

Altre informazioni presso il sindacato.

 


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